L’attacco con il gas sarin compiuto da Aum Shinrikyo nella metropolitana di Tokyo il 20 marzo 1995, le vittime, le indagini e le condanne.
La mattina del 20 marzo 1995, mentre migliaia di persone raggiungevano il centro di Tokyo per andare al lavoro, cinque membri di Aum Shinrikyo salirono su altrettanti convogli della metropolitana trasportando sacchetti pieni di sarin, un potentissimo agente nervino.
Gli attentatori agirono su tre linee dirette verso Kasumigaseki, il quartiere nel quale si concentrano ministeri e istituzioni giapponesi. I contenitori, avvolti nei giornali e lasciati sul pavimento delle carrozze, furono perforati con punte di ombrello prima che gli uomini abbandonassero i treni.
Il liquido cominciò a evaporare negli ambienti chiusi. In pochi minuti numerosi passeggeri accusarono problemi alla vista, difficoltà respiratorie, nausea, convulsioni e perdita di coscienza.

Attentato a Tokyo: il caos nelle stazioni e la corsa agli ospedali
All’inizio non fu immediatamente compreso che si trattasse di un attacco chimico. Passeggeri e dipendenti della metropolitana spostarono alcuni involucri contaminati senza protezioni, mentre soccorritori e personale sanitario furono esposti alla sostanza attraverso gli abiti e il contatto con le vittime.
Secondo l’Agenzia di pubblica sicurezza giapponese, l’attentato provocò 13 morti e oltre 5.800 feriti o intossicati riconosciuti dalla legislazione destinata alle vittime dei crimini di Aum. Nel 2020 morì anche una donna rimasta gravemente invalida per 25 anni: per questo le ricostruzioni più recenti parlano spesso di 14 vittime complessive.
Migliaia di persone raggiunsero gli ospedali. Molti superstiti continuarono negli anni a soffrire di disturbi alla vista, problemi neurologici e conseguenze psicologiche.
Aum Shinrikyo, i processi e le esecuzioni
Aum Shinrikyo era guidata da Shoko Asahara, nome religioso di Chizuo Matsumoto. Il gruppo aveva già utilizzato il sarin nel giugno 1994 a Matsumoto, dove un precedente attacco aveva causato otto morti secondo gli atti processuali giapponesi.
Dopo la strage nella metropolitana, la polizia avviò una vasta operazione contro l’organizzazione. Le indagini ricostruirono la produzione dell’agente chimico, la preparazione dell’attacco e i ruoli dei partecipanti. Asahara venne riconosciuto come il mandante e condannato a morte per l’attentato e per altri crimini commessi dal gruppo.
Nel luglio 2018 furono giustiziati Asahara e altri dodici membri di Aum condannati per diversi delitti dell’organizzazione. Il movimento originario è stato sciolto, ma le autorità giapponesi continuano a sorvegliare i gruppi che ne hanno raccolto l’eredità .
L’attentato resta uno dei più gravi atti di terrorismo chimico contro civili e dimostrò quanto una sostanza sviluppata come arma potesse trasformare un ordinario viaggio mattutino in una strage.